STATUTI PECULIARI

ordinamento interno

   LA PAMI è sorta per volontà dell’Ordine dei Frati Minori, che, il 27 luglio 1946 [1], aveva istituito presso il Collegio S. Antonio in Roma la Commissio Marialis Franciscana le cui “Ordinationes peculieres” [2] – approvate dal Definitorio Generale il 29 aprile 1947 – all’art. 15 [3] stabilivano la creazione di una Academia Mariana. Tale Academia fu annunciata dal Ministro Generale P. Pacifico Perantoni il 30 aprile 1947 durante il “Primo Congresso Mariologico dei Frati Minori d’Italia” [4].

   All’Academia mariana venne riconosciuto il titolo di “Pontificia” l’8 dicembre 1959 con il motu proprio Maiora in dies di papa Giovanni XXIII. Dal 1997 gode della personalità giuridica civile vaticana ed è inserita all’interno del “Segmento I” al n. 44 della lista degli Enti e delle amministrazioni prevista dall’art. 1 §1 dello Statuto del Consiglio per l’Economia, a norma del Rescritto Ex Audientia Sanctissimi, del 21 settembre 2017, modificato con il Rescritto Ex Audientia Sanctissimi del 12 febbraio 2018.

Perciò:

 

  a) Il legame con l’Ordine si manifesta nella presentazione dal parte del Ministro Generale alla Santa Sede dei candidati alla Presidenza e alla Segreteria, come pure spetta al Ministro OFM la nomina dell’economo e di altri possibili aiuti alla Segreteria.

   b) Il Consiglio, che regge l’Accademia, è eletto dai Soci Ordinari.

   c) Essendo stata aggregata alla Pontificia Università Antonianum il 18 maggio 1972, per la sua specificità in mariologia, regola i rapporti attraverso una “apposita convenzione tra le parti” (Statuti n. 8).

   d) in quanto ente vaticano sta sottomessa alle normative proprie degli enti della Santa Sede e ai fini propri.

 

1. Scopi e fini propri della PAMI

 

1.1. Con la lettera apostolica Maiora in dies Giovanni XXIII affidava alla PAMI il compito

 

   - di “promuovere e favorire” la ricerca mariologica a tutti i livelli per conseguire la ‘eccellenza’ ad essa propria, in special modo attraverso i Congressi Mariologico Mariani Internazionali;

 

   - di coordinare gli studi mariologici coinvolgendo le Società Mariologiche e le diverse Istituzioni ecclesiali e culturali, i Centri di formazione religiosi o laici, le Conferenze Episcopali, Diocesi e Parrocchie, come pure i Movimenti e i Santuari mariani, nell’approfondimento del valore della presenza della Beata Vergine Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa;

 

   - di favorire i processi educativi generatori di una sana pietà popolare mariana nel popolo di Dio.

 

Perciò la PAMI, in quanto luogo dedicato all’incontro e al dialogo tra i saperi e le esperienze, per conseguire il suo fine:

   a) favorisce e coordina, seguendo la via della verità, l’interscambio fra i cultori di mariologia di tutto il mondo;

 

  b) promuove e anima le iniziative dedicate alla conoscenza e alla venerazione della Madre del Signore con attenzione alla dimensione ecumenica e interreligiosa;

 

   c) promuove la fondazione di Società, Centri, e altre Istituzioni finalizzate alla conoscenza integrale del ruolo della Vergine Maria nella Storia della Salvezza e alla formazione dei “mariologi” al di là di pregiudizi e/o interessi di parte;

 

   d) prepara e dirige con il ‘Consiglio Accademico’ i Congressi Mariologico-Mariani Internazionali;

 

   e) cura l’edizione dei loro Atti e di altre pubblicazioni di carattere mariologico-mariano;

 

   f) seguendo la via della bellezza, favorisce il culto, le devozioni, i pellegrinaggi e tutte le forme artistiche rivolte alla Tota pulchra splendente della luce della risurrezione;

 

  g) seguendo la via della carità si impegna affinché lo studio e la pietà mariana diano vita a processi educativi, luoghi, aggregazioni ed esperienze mariani che promuovono lo sviluppo integrale della persona umana e la sostenibilità della “casa comune” che è il creato;

 

   h) utilizza gli strumenti più idonei di collaborazione con le istituzioni accademiche, ecclesiastiche e civili.

 

1.2. In quanto tale la PAMI è un “associazione scientifica dedicata all’approfondimento della scienza ‘mariologica’[5] in vista della ‘promozione’ di una autentica pietà mariana [e liturgica]” su scala internazionale e planetaria. I suoi “associati-accademici” sono i ‘cultori/cultrici di mariologia’. Essi sono distinti e distribuiti su 4 tipologie/settori:    

 

   1. Accademici o Soci Ordinari (settore 1) – in primo luogo i laureati e laureate in teologia dogmatica con specializzazione in mariologia, incaricati della sua docenza (mariologo e mariologa effettivi);

   2. Accademici o Soci Corrispondenti (settore 2) – coloro che sono in via di specializzazione in mariologia;

   3. Accademici o Soci Onorari (settore 3);

   4. Accademici o Soci benefattori (settore 4).

Sulla base di queste tipologie, della sua natura internazionale e planetaria, della mission a lei affidata, la PAMI seleziona gli aspiranti Soci.

1.3. I criteri fondamentali della “eccellenza” mariologica che la PAMI ha il compito di promuovere, favorire, sostenere e coordinare, sono descritti nella lettera La Madre di Dio nella ricerca teologica e nel suo insegnamento, redatta da una commissione di mariologi dell’Accademia nell’anno 2001 e tuttora validi nel loro impianto generale.

 

1.4. La PAMI si impegna affinché la figura e il ruolo del “mariologo” trovino un loro specifico e reale statuto nell’ambito delle scienze teologiche e interdisciplinari, nonché nelle docenze ad esse collegate.

 

1.5. La PAMI ha il compito di promuovere la formazione accademica degli “specialisti di mariologia”. Per questo motivo, nella scelta dei Soci (dei settori 1 e 2) si deve tener conto di un effettivo ‘curriculum studiorum et publicationum’ non solo nel settore mariano in genere, ma soprattutto in mariologia.

 

2. Struttura e funzionamento della PAMI

 

2.1. Organo direttivo

L’Accademia è retta dal Presidente coadiuvato dal Consiglio.

Il Consiglio è composto dallo stesso Presidente, dal Segretario, dall’Economo, e dai Soci eletti tra i Soci Ordinari (i mariologi e le mariologhe effettivi).

Al Consiglio dell’Accademia spetta:

a) adoperarsi affinché l’Accademia possa realizzare i suoi fini specialmente per quanto riguarda l’organizzazione dei Congressi Mariologico Mariani Internazionali;

b) approvare l’idoneità degli aspiranti Soci ordinari e corrispondenti;

c) individuare e perseguire dinamicamente forme e modi che favoriscano, garantendola, la diffusione di una sana conoscenza mariologica secondo la via veritatis, la via pulchritudinis, la via caritatis, a servizio dell’autentico sviluppo della Chiesa, delle culture e della “casa comune” che è il creato.

 

2.2. Presidente

Il Presidente deve operare affinché l’Accademia cresca e progredisca nel tempo secondo i suoi fini:

a) garantendo l’organizzazione dei Congressi Mariologico-Mariani Internazionali;

b) favorendo la promozione dello studio e della ricerca mariologica secondo criteri di qualità ed eccellenza, come pure sostenendo la fondazione di Società e centri di studio mariologico-mariani;

c) approvando la stampa e la diffusione di tutte le pubblicazioni della Casa Editrice dell’Accademia (cartacee ed online ecc.) previa valutazione dall’apposita Commissione;

d) indirizzando l’amministrazione dei beni dell’Accademia e l’economia;

e) sottoponendo alle competenti autorità della Santa Sede le periodiche relazioni economiche previste dai regolamenti della Segreteria per l’Economia;

f) nominando le commissioni o gruppi di lavoro a seconda delle necessità, i cui membri devono essere in primo luogo specialisti in mariologia affiancati dai tecnici dei settori inerenti all’argomento che si deve affrontare e sviluppare;

g) determinando l’Ordine del giorno dei vari incontri;

h) approvando le proposte di attività e sviluppo, vegliando che la loro realizzazione sia in sintonia con i criteri di qualità ed eccellenza della mariologia (in ossequio ai pareri delle Commissioni incaricate allo studio degli argomenti);

i) fornendo, come garante di tutte le attività, la sua approvazione ufficiale per iscritto ad ogni iniziativa che non necessita il parere del Consiglio;

l) agendo quale unico rappresentante legale della PAMI e nominando, quando le circostanze lo richiedono, un suo delegato a rappresentare l’Accademia. Nessuno infatti può rappresentare la PAMI od utilizzare il logo e/o qualsiasi altro mezzo riferibile all’Accademia senza l’esplicito permesso firmato dal Presidente; sono attività riconosciute dalla PAMI solo quelle che hanno l’esplicito consenso firmato dal Presidente.

 

2.3. Segretario [6]

Al Segretario spetta:

a) “essere di aiuto al Presidente” sottoponendo tutte le attività della Segreteria alla sua approvazione;

b) insieme al Presidente e agli altri aggiunti alla Segreteria curare l’edizione delle opere;

c) occuparsi della corrispondenza epistolare;

d) redigere gli atti delle sessioni (preparare gli incontri e redire il verbale);

e) custodire l’archivio, nel quale sono conservate le lettere e i documenti tanto dell’Accademia, quanto del consiglio;

f) prendersi cura del decoro dei locali della PAMI.

 

2.4. Economo

All’Economo spetta:

a) amministrare i beni sotto la direzione del Presidente;

b) prendersi cura del libro delle entrate e delle uscite;

c) sottoporre la relazione economica dell’Accademia all’approvazione del Consiglio;

d) curare la vendita dei volumi editi dall’Accademia;

c) procurare tutto ciò che serva al funzionamento della PAMI.

 

2.5. Commissioni e/o Gruppi di lavoro

Le commissioni o gruppi di lavoro vengono nominate dal Presidente a seconda delle necessità determinate dal Consiglio o dalla vita dell’Accademia: ne fanno parte specialisti in mariologia e tecnici dei settori inerenti all’argomento che si deve affrontare e sviluppare.

 

2.6. Pubblicazioni

Secondo gli Statuti (art. 13/f) spetta al Presidente nominare la Commissione che esamina le opere che verranno edite dalla PAMI. Si tenga conto che lo specifico della PAMI è diffondere una mariologia di qualità, per cui le opere edite dovranno essere esclusivamente di carattere mariologico, tranne quelle che trattano le figure di fondatori o autori di opere mariane.  Si evitino i testi di carattere spirituale, devozionale o divulgativo.

 

2.7. Garanzia mariologica

Dato che le attività della PAMI devono in primo luogo essere a carattere mariologico e mariano, la nostra Accademia deve riferirsi costantemente al Magistero della Chiesa Cattolica (insegnamenti e proposte) quale elemento imprescindibile della riflessione teologica. Per questo motivo si deve vegliare affinché quanto è reso pubblico dalla PAMI sia in consonanza con una sana mariologia scientifica e il magistero ecclesiale. Come in ogni ente vaticano, ci sia anche nella PAMI una ‘Commissione di mariologi’ che valuti l’opportunità e la congruenza di ogni tipo di messaggio che sia diffuso ufficialmente a nome della PAMI.

 

 

Città del Vaticano, 25 marzo 2007

Aggiornamento del 25 marzo 2018

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Note

[1] Archivio PAMI, Lettera prot. 70/46

[2] Archivio PAMI, Lettera prot. 13/47.

[3] Art. 15. - Consilium centrale curabit ut in urbe Roma «Academia Mariana» quam primum constituatur, cuius erit conferentias seu acroases scientificas saepius habere, et deinde editionem collectionis scientificae «Bibliotheca Mariana» curare.

[4] Atti del Congresso nazionale mariano dei Frati Minori d’Italia, Ed. Commissio Marialis Franciscana, Roma 1947,  p. 16; cf. BALIC C., Il contributo dei Frati Minori al movimento mariologico moderno, in Marianum 11 (1949) p. 447.

[5] Si noti che la PAMI si differenzia e caratterizza sulle altre Accademie Pontificie per il suo specifico: la mariologia. L’Accademia Teologica e quella di San Tommaso hanno la possibilità di spaziare su tutto lo scibile teologico, a differenza della PAMI che ha come specifico punto di partenza la figura di Maria letta, interpretata e studiata in chiave interdisciplinare.

[6] Si tenga conto che il Segretario, come pure l’Economo, o gli aggiunti di segreteria, per il loro compito di minutanti non è necessario che siano specialisti in mariologia.